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Info Kerala
Alcune informazioni sul Kerala
Locazione : India
Superficie : 38,863 Kmq
Popolazione : 29.011.237 (censimento del '91)
Capitale : Thiruvananthapuram (Trivandurm)
Lingue parlate : Malayalam, Inglese.
Religioni : Induismo,Cristianesimo, Islamismo.
Ora : GMT +5.30. Clima : tropicale.
Estate: Febbraio-Maggio (24-33 °C)
Stagione monsonica : Giugno- Settembre (22-28 °C)
Inverno : Ottobre-Gennaio (22-32 °C)
Lo stato del Kerala è diviso per ragioni amministrative in 14 distretti. La regione del Kerala confina a ovest con il Mare Arabico e ad est con la parte occidentale della catena montuosa del Ghats ( tra i 500 e i 2700 metri d'altitudine). Il Kerala si divide in tre parti: le lowlands della costa, le fertili midlands al centro e le highlands. Le lowlands sono l'approdo naturale delle backwaters e il delta di 44 fiumi. Le midlands sono ricche di anacardi, cocco , tapioca, banane,riso, zenzero, pepe, zucchero di canna e ortaggi. Le Highlands in fine ricche di foreste e di riserve naturali sono conosciute per le piantagioni di thè, caffè, caucciù e spezie. Le bellezze naturali, il suo clima, le sue spiagge insieme con le sue stazioni collinari, cascate, centri ayurvedici, arte, festival, monumenti e la sua cucina esotica hanno fatto di questa regione una delle zone più visitate in tutta l'Asia.
ERNAKULAM (Kochi)
Superficie: 2408 Kmq.
Popolazione: 2.797.779
Altitudine: sul livello del mare
Questo distretto si affaccia sul mare Arabico, confina a sud con Kottayam e Alappuzha, Idukki a est e Thrisur nor. Ernkulam è la capitle commerciale ed è anche la città più cosmopolita del Kerala.
Luoghi d'interesse turistico
La tradizione narra che San Tommaso Apostolo giungesse sull'istmo di Kochi , in Kerala, nel 50 d.C. creandovi una prima comunità cristiana. Poi giunsero ebrei, cristiani siriaci, cinesi, persiani fino al 1502, quando Vasco de Gama vi fondò una fabbrica portoghese per la lavorazione delle spezie da esportazione. L'anno dopo arrivò Albuquerque accompagnato da frati, dando inizio alla costruzione del Forte e della chiesa. Anche gli Inglesi ebbero qui il loro stablimento per le spezie nel 1635, ma già nel 1663 l'avevano perso per mano olandese. Questi mutarono la cappella cattolica in chiesa protestante, e la cattedrale in magazzino
Quando l'Olanda fu sconfitta dai francesi nel 1795, gli inglesi ne approfittarono per impadronirsi di Kochi, col suo porto strategico e redditizio, continuandone le attività mercantili. Nel quartiere Mattanacherry si vedono ancora i magazzini delle spezie dell'epoca. Questa zona ha preservato infatti il suo carattere antico, poichè lo sviluppo si è concentrato a Ernakulam, sulla terraferma. Le barche dei pescatori scaricano ancora qui al tramonto il loro pescato, ma il fulcro economico è il porto commerciale da cui passa quella che fu per secoli la più straordinaria produzione dello Stato: gomma, pepe, cocco, tapioca, banane, zenzero, fibra di cocco e anacardi. Il contrasto tra la costa della zona del Forte e quella di Ernakulam è notevole: antichi, abbandonati edifici da un lato e svettanti grattacieli dall'altro
Una bella passeggiata, arrivando a Kochi in traghetto da Ernakulam, può iniziare proprio al molo Mattancherry, sulla cui riva sorgono begli edifici antichi in tonalità pastello e tegole; la strada principale porta verso il Palazzo Olandese, 1557, eretto in realtà dai portoghesi per il Raja di Kochi a cambio di favori commerciali. Gli olandesi lo ristrutturarono nel 1663. Un altro celebre edificio olandese è il Bolgatty, del 1744, dal nome dell'isola in cui si trova, oggi Hotel a 5 stelle.
All'interno del Palazzo olandese, una bella collezione di abiti e oggetti d'epoca, oltre a spettacolari affreschi indiani del XVI secolo. Al piano superiore è rappresentato il Ramayana mentre quello inferiore presenta affreschi più recenti che illustrano varie scene mitologiche.
Uscendo dal palazzo, a sinistra incontrerete il quartiere ebraico e la bellissima Sinagoga Pardesi, fondata nel 1568 e ricostruita nel 1664, dopo la distruzione operata dai Portoghesi.
Per raggiungere il Forte, ripercorrete il quartiere ebraico e poi proseguite lungo Calvathy bazaar road. Piegando verso l'interno dell'istmo troverete la Chiesa di San Francesco, del 1564. I frati portoghesi costruirono la semplice e massiccia struttura sul sito di una chiesa lignea preesistente, forse la prima dell'India. Numerose pietre tombali di illustri portoghesi si trovano all'interno, oltre al monumento a Vasco de Gama che qui morì il giorno di Natale del 1524; il corpo venne poi trasportato a Lisbona. Nelle vicinanze si trova anche la cattedrale di Santa Cruz.
Belle magioni coloniali costeggiano le strade fino alla fine della zona di Forte Cochin, ombreggiate dalla vegetazione prepotente. Ovunque, sul pelo dell'acqua, le reti da pesca cinesi, introdotte in Kerala da mercanti della corte di Kublai Khan e che costituiscono senza dubbio l'emblema visivo di questa città lagunare. Ognuno di questi grandi telai in tek è comandato da un complesso sistema di pesi e carrucole. Ma sono molti i manufatti di origine cinese che potrete osservare qui: i berretti da marinaio di forma conica come gli oggetti in carta e porcellana. Al Molo di Forte Cochin potrete imbarcarvi per l' isola di Willingdon e per Ernakulam, oppure fare un giro al porto ammirando il tramonto.
Le cose migliori che si possono fare a Cochin infatti sono passeggiare e mangiare, oltre a naturalmente presenziare uno spettacolo di teatro Kathakali. Frutti di mare e pesce strepitosi al Malabar House, all' Old Courtyard o al Brunton Boatyard, con la bella vista sul mare offerta dal suo Kashi Art Café.
Oppure potreste aver astutamente prenotato il vostro soggiorno a Kochi presso il Cherai Beach Resort a Vypeen Island, una delle molte isole che costellano la laguna della città ma l'unica ad offrire una bella spiaggia di mare, trovarsi contemporaneamente a ridosso delle Backwaters ed essere collegata alla zona coloniale di Fort Cochin tramite una breve navigazione in Ferry. E per di più in una zona tra le poche costiere del Kerala a non essere ormai piastrellate con grandi resorts. Allora, oltre che all'eccellente cucina di mare proposta, vi potrete dedicare in tutto relax al vostro benessere psico-fisico tra una nuotata presso la lunga e solitaria spiaggia, una gita in battello lungo i canali interni e soprattutto alternare il tutto con trattamenti ayurvedici presso Ayurmana, la Spa con centro medico del Resort, a 5 minuti di barca.
Storia della danza Kathakali
Per gustare e capire questa danza, ecco alcune informazioni fornite da Mario Barzaghi:
Kathakali significa letteralmente: "raccontare storie", ed il frammento che vedrete è tratto dal "Kalyana Saugandikam: la ricerca del fiore meraviglioso". Uno spettacolo di Kathakali dura un'intera notte, inizia al calare del sole e termina all'alba. La storia da cui è stato tratto il frammento dura circa quattro ore.
In India esistono diversi teatri-danza classici, il Kathakali è fra questi, uno dei più importanti e conosciuti. Reso famoso, stimato e rispettato in occidente, soprattutto per il rigore e la precisione del suo allenamento, il
Kathakali è una grande macchina teatrale che attraverso uno studio pratico, (dai sei agli otto anni), mette in-forma gli attori-danzatori.
La forma classica attuale risale al 16° secolo, periodo nel quale i Maharaja diedero un grande impulso a quest'arte sacra. Il Kathakali, teatro epico per eccellenza, mette in scena l'epopea indiana, le storie sono tratte dal Mahabaratha e dal Ramayana. Nel kathakali non esiste nessuna separazione fra teatro e danza, il corpo dell'attore è impegnato su vari livelli, i piedi: danzano la storia, le mani: traducono il testo poetico attraverso un alfabeto molto elaborato basato su 24 segni o Mudra , il volto: attraverso 9 espressioni di base ed un grande controllo dei muscoli facciali, permette di seguire lo svolgimento drammaturgico della storia.
Mario Barzaghi con il Teatro dell'Albero ha iniziato un percorso che oscilla tra la filologia della tradizione e l'apertura di un dialogo, la creazione di un ponte verso l'occidente. Ha iniziato a praticare il Kathakali nel 1981, è allievo del Maestro Kalamandalam K.M. John. Dicevamo che Kathakali significa raccontare storie, allora spieghiamo di quale storia si tratti.
Hanuman,il Re delle scimmie,(figlio del vento e figlio di una regina scimmia), si trova nella foresta in profonda meditazione. All'improvviso qualcosa lo disturba, controlla a sinistra, a destra, pensa: "Che succede, per quale motivo la mia mente vacilla?". Hanuman decide, seguendo i dettami dello yoga, di eseguire un linfodrenaggio per pulire i vasi linfatici ed avere così una meditazione più profonda. Quello che prima era un piccolo disturbo si trasforma in una esplosione: "Cos'è questa esplosione che rompe i timpani delle mie orecchie?"
Segue una coreografia quadrata attorno allo sgabello, che sta ad indicare un cambiamento di spazio e di tempo, o a rendere visibile il pensiero del personaggio. "Cos'è questo fragore? Sono forse le montagne che si stanno scontrando?".
"No! Non è possibile. Molto tempo fa, Indra, con la sua spada di diamante, tagliò le ali alle montagne". Dovete sapere che, molto tempo fa, le montagne avevano le ali: un giorno, Indra ,(il capo degli DEI), stanco del traffico celeste, decise di porre fine a tutti gli incidenti tagliando le ali alle montagne e fissandole definitivamente al suolo. Hanuman ci mostra, diventando Indra, quello che è successo moltissimi anni fa: coreografia quadrata, punto di vista, taglio delle ali: "fine del traffico celeste". "Se così lui ha fatto, il fragore che sento non può essere quello delle montagne". Coreografia quadrata, si dirige verso la fonte sonora: "Laggiù, un uomo enorme con la clava gli alberi.". Hanuman, ci mostra quello che vede: una sorta di Ercole indiano che entrando nella foresta sradica ed abbatte gli alberi. "Si avvicina, lui chi è? Voglio conoscerlo".
Fine della parte introduttiva dove la musica è solo percussiva, il testo poetico introdotto , viene cantato dal 1° e dal 2° cantante e tradotto simultaneamente dall'attore. Nella prima strofa Hanuman descrive l'arroganza del personaggio che si sta inoltrando nella foresta sconvolta dalla sua violenza. Seconda strofa:" persino i leoni si sono rifugiati nelle loro tane e, nervosamente, stanno nascosti".
Segue una danza pura estremamente complicata dai cambiamenti ritmici, dove l'attrazione verso il personaggio ed una inspiegabile felicità danno il sapore alla danza stessa. "Perché, per quale motivo mi sento, da lui attratto?". Hanuman mette a fuoco, cerca di capire di chi si tratta: "Ah! È Bhima, mio fratello minore, adesso metterò a dura prova la sua forza e gli insegnerò la verità".
Hanuman e Bhima sono fratellastri, figli del vento ma non della stessa madre. Bhima è uno dei 5 fratelli Pandhavas che alla fine del Mahabharata si scontreranno con i Kauravas, facendo trionfare il bene sul male. I due fratellastri non si sono mai incontrati, questo è il loro primo incontro, utilizzando i suoi poteri Hanuman si trasformerà , salendo sullo sgabello, in una vecchia e puzzolente scimmia che ostacolerà il cammino a Bhima.
Hanuman approfitterà di questo incidente per impartire una lezione morale al fratello minore: "per superare gli ostacoli della vita, devi usare la forza della mente e non la violenza".
La riserva naturale di Periyar / Thekkady
Thekkady conosciuta per la morfologia del territorio, per la sua natura e i suoi magnifici panorami ospita uno dei più affascinanti parchi naturali al mondo il Periyar. Questa riserva di tigri accoglie visitatori da tutto il mondo. La riserva si estende per 777 Kmq. , 360 dei quali coperti da foreste sempre verdi e 26 occupati da un lago artificiale alimentato dalla diga di Idukki attraverso il fiume Periyar. Questo è uno dei pochi parchi in India dove si possono ammirare gli elefanti in totale sicurezza durante le gite in barca. Orari della riserva 06.00 – 18.00.
La flora: più di 1800 specie diverse di piante tra cui 171 specie di erbe, 143 specie di orchidee, l'unica conifera del sud dell'India la Podocarpus Wallichianus.
La fauna: mammiferi quali elefanti, gaur, cervisambar, bisonti, cinghiali, macachi di vario tipo, scoiattoli giganti di Malabar, scoiattoli volanti, tigri, gatti della giungla e orsi labiati.
Gli uccelli : 265 specie tra cui molte sono migratorie.
I rettili : cobra, vipere, altre specie non velenose e lucertole.
Gli anfibi : numerose specie di rane e rospi.
I pesci : il lago di Periyar e il fiume ospitano molte specie di pesci tra cui il Masheer e la lontra unico mammifero del lago.
All'interno della riserva vi sono due torri d'avvistamento prenotabili. Attorno alla riserva vi sono molte piantagioni di thè, cardamomo, cannella, chiodi di garofano, vaniglia, zenzero, curcuma, noce moscata, cumino, aglio, anice a stella.
